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Riflessioni

Bersani si, Bersani no….

La recente approvazione del Decreto Bersani sulle “liberalizzazioni” può offrire un valido spunto per una riflessione “a tutto tondo” sugli interventi legislativi in tema di concorrenza, e sul reale impatto di tali interventi.E tutto oro quello che luccica???

Nello scrivere questo post metterò subito in chiaro le mie convinzioni economiche: penso realmente che quando lo Stato interviene nel campo della libera iniziativa economica privata, quasi sempre i danni sono superiori dei benefici.I motivi sono molteplici, ma si possono sintetizzare con una parola: “clienterismo”. La classe politica lungi dal perseguire (o almeno tentatare di farlo) il cosidetto bene comune, persegue sempre più spesso questo o quel tornaconto (e qui non vi e distinzione tra destra o sinistra che tenga).

Lo spunto per questa riflessione me l’ha dato il recente pacchetto di interventi che va sotto il nome di “decreto Bersani”.Scopo (sulla carta) di questo intervento, limitatamente al settore delle telecomunicazioni, che qui interessa, era quello di aumentare la trasparenza delle offerte e di favorire una maggiore competizione tra i fornitori di servizi.

MA SIAMO SICURI CHE SIA COSI??Prendiamo la tanto decantata abolizione del costo di ricarica.Personalmente ritengo che per il consumatore finale la situazione sia addirittura peggiorata.Gli operatori mobili visto il calo degli introiti sono ovviamente corsi ai ripari percorrendo l’unica strada che gli e possibile: LA MODIFICA PEGGIORATIVA DELLE TARIFFE.

Wind è intervenuta massicciamente rimodulando tutte le offerte flat (la noi2 ad esempio passa a da 400 a 300 min: la differenza di 100 minuti costa alle nostre tasche 10 euro in piu al mese), Vodafone ha aumentato lo scatto a 19cent (dai15 cent precedenti), H3G ha eliminato le ricariche Power…. E vero che questi interventi in alcuni casi riguardano solo i nuovi clienti, ma l’ esperienza insegna i gestori mobili nonsono nuovi a modifiche contrattuali UNILATERALI anche a carico dei vecchi clienti (ovviamente non ora che le acque sono troppo agitate).

Ancora sicuri che da queste rimodulazioni gli operatori non traggano maggiori benefici da quelli che traevano in precedenza con il costo di ricarica???Sembra assurdo lo so, ma fatevi 2 conti confrontando nuove e vecchie tariffe e condizioni contrattuali.

Vedete forse maggiore concorrenza?, maggiore trasparenza?, nuovi operatori virtuali?, maggiore libertà di scelta per l’utente finale?

I veri punti salienti erano e rimangono altri a mio avviso: ultimo miglio, accesso alla rete, operatori virtuali, situazione d’oligopolio del mercato delle telecomunicazioni italiano (sia mobile che fissa), portabilità del numero telefonico e suoi tempi, regolamentazione seria del voip .Tutte questioni che non sono state minimamente sfiorate.Ed ora che si profila anche l’abolizione dello scatto alla risposta (anomalia italiana dicono…mah…sono mai usciti di casa?) mi preparo al ritorno delle tariffe a 80cent al min, come nel 95 quando presi il primo cellulare.

Non pago piu il costo di ricarica, ma in un mese ne faccio il doppio

Di contro, dell’unico elemento realmente innovativo ed interessante (Divieto della durata contrattuale minima) se ne sono perse le traccie.Nessuno ne parla più, i contratti non sono cambiati di una virgola da questo punto, e nessuno grida allo scandalo?? Che stiano tutti grattando qualche scratch card??? :)

PROPOSTA DI SOLUZIONE

Una soluzione duratura e non di facciata secondo me non puo che passare attraverso un potenziamento serio,reale, e direi anche fastidioso dell’ autorità Antitrust. In una economia di libero mercato, quale dovrebbe essere la nostra, leggi e leggine non fanno altro che uccidere sul nascere la libera iniziativa privata (qual’ è l’iniziativa intrapresa da qualunque azienda).
Una legge NON dovrebbe mai imporre un comportamento sul mercato ad un’impresa, perchè questo le tarpa le ali:dovrebbe invece vigere il principio di piena liberta di comportamento sul mercato.
Lasciate che siano i privati a farsi concorrenza.Che sia vera concorrenza però
.
Ed affinche il mercato sai realmente concorrenziale bisogna evitare i cartelli (trust in inglese), e gli “sbarramenti all’entrata” che creano situazioni come quella italiana, in cui se vuoi entrare nel mercato devi vendere sottocosto (H3G).

Ed è proprio a questo che servono le autorita Antitrust.
Ritengo l’Antitrust l’unica arma a difesa del consumatore.

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I commenti all'articolo

3 commenti for “Bersani si, Bersani no….”

  1. Art. 10. (DL 223/06)
    Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali
    1. L’articolo 118 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente:
    “Art. 118. – (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali). – 1. Nei contratti di durata può essere convenuta la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1341, secondo comma, del codice civile.
    2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: ‘Proposta di modifica unilaterale del contratto’, con preavviso minimo di trenta giorni, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro sessanta giorni. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.
    3. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente.
    4. Le variazioni dei tassi di interesse conseguenti a decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente“.
    2. In ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura.

    l’ultimo comma dell’art. 10 DL 223 pare dica diversamente da quanto affermato nel blog

    Commentato da Pierri C. | marzo 15, 2007, 18:50 |
  2. [...] mio precedente post, da novello Nostradamus, vi avvertivo: …. E vero che questi interventi in alcuni casi riguardano solo i nuovi clienti, ma l’ [...]

    Commentato da ilVoIP | Bersani si, Bersani no…seconda puntata :) | marzo 18, 2007, 00:56 |
  3. [...] un reale mercato concorrenziale? POTENZIATE L’ANTITRUST !!!   Tags:Regolamentazione settore, Riflessioni, antitrust, ofcom, tariffe [...]

    Commentato da Da noi chiacchiere, in UK i fatti » Libera il VoIP | aprile 18, 2007, 00:06 |

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