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Riflessioni

Auf Wiedersehen Fastweb

fw.jpgLa notizia circola ormai da giorni, pare che Scaglia, papà di Fastweb, stia cedendo anche le ultime quote azionarie della sua creatura agli elvetici di Swisscom.Con la liquidità ricavata poi il manager italiano volerebbe a Londra per far nascere il suo nuovo pargolo: Babblegum (è un progetto molto ambizioso di ip tv)

La notizia non può lasciare indifferenti dal momento che questa è l’ennesima cessione di una compagnia di telecomunicazioni italiana ad aziende estere. Tutto cominciò con Omnitel (ora di proprietà della multinazionale Vodafone),cui seguirono H3G (di proprietà di un miliardario cinese), Wind (del magnate egiziano Sawiris) e forse a breve anche Telecom (i giornali di stamattina riportavano di un “sondaggio” della spagnola Telefonica).

Italia terra di frontiera insomma…sono stato sempre un piccolo fan del libero mercato, ma quest’ennesima acquisizione non può che farmi riflettere:
è un bene che un settore strategicamente importantissimo e ad elevatissima innovazione tecnologica sia TOTALMENTE in mani straniere (e non parliamo solo dei servizi, ma anche delle infrastrutture di rete)?

La faccenda è alquanto delicata dal momento che l’intero panorama (infrastrutture, innovazione, imparzialità della rete) andrebbe a dipendere dalle strategie di mercato e dagli investimenti di operatori privati stranieri… Voglio dire: siamo sicuri che l’ Italia non diventi solo un giardinetto di periferia da irrigare di tanto in tanto???

Ecco allora manifestarsi la mia parte “statalista :)”: rete scorporata dai servizi (questi si in mano ai privati) e controllata dallo Stato (o tutt’ al più data in concessione, leggi Autostrade). Non per nulla la British Telecom, la Deutsch Telekom e la stessa Swisscom sono tutte pubblic company !!!

Il vero vincitore di questa storia è solo Scaglia: lanciò Fastweb con un investimento iniziale di soli 10 milioni di euro, grazie alla conpartecipazione del comune di Milano (poi uscito dalla cordata) ebbe il monopolio del sottosuolo milanese per stendere la fibra, sottoscrisse diversi aumenti di capitale grazie a finanziamenti ricevuti da diversi istituti di credito, ed ora rivende il suo bambino (che tra l’altro non naviga nemmeno in buonissime acque) ad una cifra nettamente superiore a quanto investito (di tasca propria si intende…).

Il 2007, non è più il 2000, ma pare che piccole bolle scoppino ancora :(

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