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Dietro le quinte

Enum e DNS: arriva il voip vero?

Cosa accadrà quando il protocollo ENUM sarà diffuso a macchia d’olio e utilizzato quotidianamete da migliaia di persone sparse per il mondo? ENUM, il protocollo che dovrebbe traghettare le nostre comunicazioni in una nuova era: dove ogni numero di telefono è un indirizzo IP.

Una delle caratteristiche più interessanti e se vogliamo “rivoluzionarie”* delle comunicazioni VOIP, di norma mai messa in pratica in ambito soho/domestico, è la possibilità di viaggiare punto-punto (peer to peer) senza dover passare per un nodo.
Pensate alle installazioni che già ora si realizzano in ambito aziendale: spesso due o più sedi vengono interconnesse tra di loro mettendo in comunicazione diretta (p2p appunto) i 2 centralini voip senza passare da alcun “punto intermedio” (qual’ è appunto un provider). I vantaggi di questa soluzione sono evidenti: non costa nulla (non si passa da alcun fornitore terzo), diminuendo i passaggi la qualità della comunicazione è migliore, è possibile criptare la fonia (cosa di difficile attuazione se “c’e’ di mezzo” un provider per via della codifica-decodifica).
La buona notizia è che presto tutto questo potrebbe divenire realtà di facile realizzazione anche in ambito domestico: sarebbe sufficiente una revisione (o forse sarebbe meglio dire nuova implementazione) del meccanismo di funzionamento dei DNS.

Già da ora i DNS risolvono gli indirizzi alfanumerici che digitiamo nei nostri browser “convertendoli” in indirizzi IP e presto dovrebbero essere in grado di fare altrettanto anche con il protocollo di comunicazione ENUM.
Lato utente finale le nostre abitudini non cambierebbero molto: sarebbe sempre necessario un router che supporti servizi come dyndns o similari (per via dell’indirizzo variabile), un ata o telefono IP (quelli “enum ready”, come lo SNOM 200, cominciano già ad essere commercializzati), l’unica “noia” aggiuntiva consisterebbe nel registrare il proprio numero di telefono, in modo da abbinarlo univocamente al proprio indirizzo IP.
Il grosso del lavoro sarebbe (o meglio sarà) svolto dai server DNS che grazie al protocollo ENUM prima di inviare il numero digitato al provider controllerebbero che non sia già abbinato all’ indirizzo IP di un’utente.In caso di risposta affermativa la connessione avverrebbe direttamente peer to peer senza passare da alcun provider.

Allora siete pronti al “vero” voip???

Ps. La fonte della notizia non me la ricordo/trovo più, se me la fossi sognata stanotte cosa aspettate ad assumermi come dirigente della area ricerca e sviluppo della vostra azienda??? :)

Ps2. Ho sempre letto (o mi sono sognato) che attualmente il principale scoglio da superare è quello della fase di autenticazione.

*rivoluzionarie perchè potrebbe cambiare il modo in cui attualmente concepiamo la telefonia

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I commenti all'articolo

7 commenti for “Enum e DNS: arriva il voip vero?”

  1. Come mai LiberaIlVoip non supporta ENUM?
    Qui (http://www.sipbroker.com/sipbroker/action/providerWhitePages) risulta che il prefisso di LiberaIlVoip è *8248, ma è segnato con una croce rossa…

    Commentato da Alberto | febbraio 13, 2008, 21:06 |
  2. ….« registrare il proprio numero di telefono, in modo da abbinarlo univocamente al proprio indirizzo IP »
    Io sono abituato ad avere lo spesso numero voip su tre ata in tre località diverse, in questo caso sarebbe una limitazione, anche se condivido la ricerca di avere una p2p e una criptazione della fonia

    Commentato da bbx | febbraio 13, 2008, 23:21 |
  3. @ Alberto
    Liberailvoip attualmente non supporta il peering per motivazioni legali e non tecniche. Ad ogni modo nella prossima versione potrete anche chiamare e ricevere usando le sip uri.

    Commentato da skumpic | febbraio 14, 2008, 12:10 |
  4. @skumpic
    Quali motivazione legali? Non pensavo ci fossero problemi in tal senso… :-(

    Commentato da Alberto | febbraio 14, 2008, 14:45 |
  5. Decreto Pisanu convertito in legge (che obbliga chiunque fornisca accesso a loggare una marea di cose + accertare identità + una altra marea di cose:P) che non fornendo connettività diretta (passate sempre dai provider quando chiamate) abbiamo sempre potuto aggirare.
    Salvo poi accorgermi in un secondo momento (ma ormai stavamo già lavorando alla nuova versione di Libera) che noi non forniamo “accesso alla rete internet”: insomma devo leggere un pò di giurisprudenza -se c’e’ perche bisogna vedere se l’hanno mai applicata- o di interpretazioni per vedere quanto elasticamente interpretano il testo di legge (e quindi se sono tenuti a registrare tutta sta roba solo gli isp, gli internet point o anche altri soggetti).
    Il bello delle leggi è sempre l’interpretazione…:)

    AGGIUNGICI poi che hanno ritenuto legittima la verifica dell’identità con l’invio di 1 sms (tanto per dirtela tutta la legge chiede “copia fotostatica di documento di identità”, vedi come è bella l’interpretazione!!!): quindi potremo chiedervi l’invio di 1 sms per l’abilitazione o qualcosa del genere oppure fregarcene direttamente…ci devo ancora pensare:)

    ciao
    Skumpic

    Commentato da skumpic | febbraio 14, 2008, 17:24 |
  6. Non saprei, ma ad esempio EuteliaVoip non chiede nulla più di voi.
    La copia del documento serve solo se si richiede la portabilità.

    Ciao :-)

    Commentato da Alberto | febbraio 15, 2008, 23:49 |
  7. [...] quella di poter effettuare e ricevere delle “vere chiamate voip” (argomento che abbiamo da poco affrontato): grazie al supporto di Dyndns e SIP Broker, infatti, ogniqualvolta l’utente desiderato ha un [...]

    Commentato da Libera il VoIP | MilkFish metti un po di voip nel tuo router | febbraio 17, 2008, 23:05 |

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