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Riflessioni

Fine dei walled garden o solo fumo negli occhi?

winsford-2.jpgLuigi Licciardi, Vice Presidente esecutivo dei servizi mobili di Telecom Italia annuncia la prossima “mutazione” della compagnia: l’operatore si accontenterà di guadagnare sul trasporto dei dati. La parola fine a qualunque tipo di limitazione ai servizi fruibili dall’ utente con il proprio cellulare (walled garden). Ma io sono veneto e sono diffidente….


Quest’ oggi ho letto un’interessante (come molti altri) articolo sul blog di Stefano Quintarelli a firma di Gabriele De Palma nel quale si accennavano possibili scenari futuri derivanti dalla scelta degli operatori mobili di trasformarsi (o di mutare come direbbe Stefano) da fornitori di contenuti a “semplici” fornitori di connettività:

L’accesso a internet in mobilità non può essere vincolato dalle scelte delle telco mobili, che dovranno accontentarsi si trasportare i bit, senza competere sui servizi.[...]

«La stagione dei walled garden è finita». L’affermazione già di per sé forte, suona strabiliante se a proferirla è Luigi Licciardi, Vice President esecutivo dei servizi mobili di Telecom Italia.[...]

Saranno felici gli utenti, stufi di non poter usare internet sul cellulare come fanno sul pc a causa dei limiti imposti dagli operatori.[...]

Personalmente non sono molto d’accordo con i toni “trionfalistici” utilizzati dall’autore dell’articolo e sfrutto questo piccolo e semi sconosciuto spazio per “dire la mia” sull’argomento; opinione che certamente potrebbe essere limitata o banale (d’altronde cosa vi aspettereste da uno studente fuoricorso???), ma d’altro canto visto che siamo in periodo di “par-condicio” un parere di segno positivo deve sempre essere controbilanciato da uno di segno opposto….:P
In breve quello che temo è che si passi dal “giardino chiuso” al parchetto di quartiere”, semplicemente spostando il “locking” a monte: dai contenuti agli apparati mobili.
Infatti, mentre sui contenuti la “concorrenza” è molto aspra e spesso gli operatori mobili si sono dimostrati incapaci di innovare e attrarre gli utenti limitandosi a “scimmiottare” malamente soluzioni di successo altrui (penso alla e-mail di Alice che improvvisamente si è “siliconata” a 2GB), non altrettanto si può dire per quanto riguarda l’hardware, segmento in cui probabilmente non esiste alcun fornitore di contenuti che possa tenere testa a colossi come TIM, Vodafone, Wind e H3g.
Quanti tra quelli che attualmente utilizzano le connessioni dati mobili si sono mai serviti dei “cortiletti a tariffazione privilegiata” offerti dai diversi operatori andando a consultare portali wap o scaricando video e suonerie??
Io non l’ho mai fatto, eppure utilizzo le diverse flat dati da anni. Dunque quale sarebbe la reale portata di questa presunta “rivoluzione”?
Infatti se “trasposizione” (con il “locking” che passa dai contenuti ai devices) deve essere, quanto questa vada a giovare l’ utenza finale è tutto da dimostrare.
L’ “evoluzione” in tal senso appare abbastanza chiara: sul fronte tariffario le compagnie mobili stanno lentamente abolendo le tariffe a consumo per far spazio a quelle a tempo (scatti anticipati di 15 minuti), dal lato commerciale cominciano a farsi strada apparecchi “bloccati” (ex. videofonini H3g e connect card Vodafone), che anche se di proprietà (dunque acquistati a prezzo pieno o al termine del rapporto contrattuale annuale/biennale) non permettono di impostare APN (punti di accesso) diversi da quelli del carrier, mentre sul fronte contrattuale ormai si prediligono esclusivamente rapporti “lunghi” (di solito di 24 mesi).
Basta accendere la tv per rendersi conto che avere accesso ad “internet mobile” significa nella stragrande maggioranza dei casi un’ impegno minimo di 24 mesi con l’ operatore preferito (spesso senza possibilità di scelta, dal momento che le offerte web più allettanti, vantaggiose e realmente sostitutive della linea Dsl domestica sono proprio quelle“impongono” che l’acquisto o il comodato di hardware).

In conclusione se la promessa “rivoluzione” passerà per hardware “bloccato”, penali per recesso anticipato, rate mensili….allora semplicemente saremo liberi di “uscire di casa” per andare a scorrazzare nel “parchetto di quartiere”; il tutto a solo vantaggio dei carriers mobili capaci di spostare la “fonte di introiti” ad un livello “superiore” rispetto la fornitura di contenuti, certamente meno concorrenziale e più redditizia

(si passerà da “il tubo è mio e vedi quello che voglio io” a “il tubo è mio e accedi alle condizioni che impongo io”).

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