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Riflessioni

I benefici di un centralino ip web based (cloud)

Una veloce panoramica sulle prospettive del voip in ambito lavorativo. Il 2010 potrebbe essere l’anno della definitiva consacrazione dell’ unified communication, in versione molto differente da quella originariamente prospettata, ed incentrata sull’utilizzo di piattaforme cloud (remote). E se google voice facesse da traino ?


Il 2010 sarà l’anno della consacrazione definitiva del voip in ambiente business?
Ad oggi non è ancora semplice prevederlo, ma è ragionevolmente ipotizzabile che quest’anno vedremo nascere (e probabilmente in alcuni casi anche affermarsi) una pletora di applicazioni e soluzioni “cloud based”: la generale tendenza a “smaterializzare” (anche se più correttamente dovremo parlare di “remotizzare”) i sistemi locali a vantaggio di soluzioni centralizzate (le cosiddette cloud) sta contagiando sempre più ambiti e non vi sono indicazioni che questo non possa accadere anche in campo voip.

A dir la verità anzi il voip può a buon ragione fregiarsi di aver anticipato questa “tendenza generale” ed offre da anni la possibilità a piccole e medie imprese di “pensionare” il proprio apparato telefonico tradizionale a vantaggio di soluzioni cloud o web based.

Voxalot e Pbxes, tanto per citarne alcuni, sono tra i più noti e conosciuti ip pbx web hosted presenti in rete, ma molte altre realtà “minori” si sono già affacciate ed offrono servizi non molto dissimili, mentre il prossimo avvento di Google Voice dovrebbe definitivamente “svelare” al grande pubblico le potenzialità e le prospettive di un sistema di comunicazione integrato ed accessibile ovunque tramite un comodo web browser: l’unified communication di cui si parla da anni insomma potrebbe andare a ritagliarsi spazi “importanti” e ad assumere “forme” che inizialmente non erano nemmeno lontanamente state ipotizzate.

Quali dunque i vantaggi di un ip pbx ?

Tra i principali benefici di una soluzione cloud based vi è certamente l’elevata scalabilità: una sede moderna (dal piccolo studio professionale, magari presso la propria abitazione principale, all’ impresa medio/grande) dovrebbe ormai pacificamente disporre di connettività di rete, unico prerequisito essenziale affinchè sia possibile comunicare con il mondo esterno.
Una soluzione ip based dunque permette di modificare profondamente la propria infrastruttura telefonica in funzione delle richieste di mercato: chiudere o aprire un nuovo ufficio sarà facile quanto attaccare o staccare un jack di rete.

Altro pregio delle soluzioni “remotizzate” sono i ridotti tempi di intervento tecnico: anche i centralini web hosted, come quelli tradizionali, necessitano di manutenzione (ordinaria e straordinaria) e possono soffrire di bugs o malfunzionamenti; il vantaggio in questo caso è che i tempi necessari affinchè il disservizio venga “tracciato” e risolto sono enormemente inferiori non essendo (quasi mai) necessario alcun invio di personale sul luogo.

I centralini web hosted inoltre generalmente mettono a disposizione dell’utente/amministratore delle comode interfacce grafiche attraverso le quali personalizzare ivr, code, gestione delle chiamate, provider da utilizzare in uscita …

Infine, “last but not least”, questi ultimi permettono maggiori economie “di scala” ai maintainer in modo tale da poter offrire delle funzionalità anche molto evolute e ricercate a poche decine di euro al mese.

Ovviamente vi sono anche risvolti negativi:

In primo luogo qualora decidiate di affidare tutta la vostra infrastruttura di rete a soluzioni remote dovreste valutare con ATTENZIONE (lo ripeto con ATTENZIONE) quanto e cosa la vostra controparte contrattuale è in grado di offrire: spesso dietro lo “specchietto” di offerte economicamente molto aggressive si celano soluzioni improvvisate, sys admin non sufficientemente formati o che ignorano quasi completamente le peculiarità del voip, tempi di risoluzione dei problemi non garantiti o server “sovraccarichi” (non dimenticate che nella maggioranza dei casi la stessa macchina andrà a servire più utenti e quindi deve essere attentamente bilanciata in modo da non pregiudicare la qualità del servizio per il singolo fruitore).
Infine senza una decente connettività internet “non si va da nessuna parte” e questo, ad oggi, potrebbe rappresentare il principale limite per l’adozione in Italia di soluzioni completamente basate su IP.

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I commenti all'articolo

5 commenti for “I benefici di un centralino ip web based (cloud)”

  1. Google Voice è già attivo da diverso tempo e l’ho usato e lo uso con soddisfazione. Per attivarlo basta un invito, una connessione internet USA (se non si è in loco si rimedia…), un numero di telefono USA (anche IpKall).
    Unico limite: per sua natura ha senso solo esclusivamente se si hanno contratti voce flat con gli operatori tradizionali di telefonia mobile, cosa tipica negli USA ma non in Italia.

    Commentato da ubos | aprile 22, 2010, 02:56 |
    • ciao ubos,
      ma lo usi dall’America oppure attraverso un proxy ?
      Perchè sono particolarmente interessato a capire quale soluzione hanno adottato in Google per ovviare al problema della latenza che dovrebbe/potrebbe essere l’unico vero ostacolo alla diffusione della loro proposta.
      La voce a differenza ad esempio delle e-mail necessita di tempi di “trasporto” il più bassi possibile. Sarà poi anche interessante capire a “chi” intendano rivolgersi e come pensano di monetizzare; ma questo magari c’è lo dirà il tempo (stai pensando ad un’ offerta convergente ritagliata per i cell “made in android”??? Beh lo penso anche io) :D

      Commentato da skumpic | aprile 22, 2010, 11:02 |
      • Confermo quanto detto poco sopra da ubos.
        http://www.vocesuip.com/empty-t11420.0.html
        Ma qui mi fermo ed un po mi perdo..
        Da anni ormai aspetto l’interconnessione gratuita tra voip e linee tradizionali; ce la farà Google..??

        Commentato da surfer | aprile 22, 2010, 11:57 |
        • In America certamente (di fatto lo fanno già tutti visto che esiste quella cosa abbastanza medievale che è la tariffazione per “occupazione di cella” che di fatto fa gravare il costo della chiamata su chi riceve), altrove dubito.
          Google è legata mani e piedi agli operatori di fonia mobile e (in misura minore) tradizionale: la lasceranno crescere fintantochè il “brand G” gli permetterà di vendere più chiavette o netbook (magari “lanceranno” qualche piano con traffico -semi-illimitato per i fortunati possessori di “google aggeggio”).
          Il margine sul traffico dati è molto minore rispetto a quello voce.
          A meno che questi non si trasformino in semplici fornitori VAS (servizi a valore aggiunto): ma c’è lo finanzi una ristrutturazione di rete o un upgrade vendendo suonerie??? Dubito.
          Probabilmente GVoice sarà infarcita di ads pubblicitari, magari lanceranno anche qualche servizio di “spot su fonia”, ma la terminazione verso rete mobile costa qualche decina di cents al minuto in praticamente tutta Europa, difficile ipotizzare oggi che siano in grado di coprirla.
          E poi anche ci riuscissero….da operatore permetteresti che usassero la tua infrastruttura senza pagare dazio?

          Commentato da skumpic | aprile 22, 2010, 13:19 |
  2. Concordo pienamente con la tua dettagliata analisi.
    E’ non mi ritengo tra quelli che pensano che nel web 2.0; tutto possa continuare a rimanere gratuito.
    Tutta questa logica non fa affatto in modo che si possa riuscire ad uscire dai famosi “walled gardens”, e quindi il sogno di tutti coloro che si erano illusi che la VoIP potesse superare e sostituire la telefonia tradizionale si infrange clamorosamente.
    Due esempi su tutti:ENUM che non ha mai funzionato ufficialmente; ed INUM che non è mai decollato.

    Commentato da surfer | aprile 22, 2010, 16:34 |

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